Ammaestramento n°6: I BATTESIMI

Il Battesimo in acqua

Il verbo italiano "battezzare" nella lingua greca è "baptizo" che significa "immergere" ed è lo stesso termine che veniva usato nell’arte di tingere i tessuti. A quei tempi i tessuti venivano immersi nella tintura e il tessuto assumeva il colore ed il carattere della tintura stessa. Il battesimo veniva praticato ancor prima della venuta di Gesù; i giudei infatti usavano battezzare i pagani che si convertivano al giudaismo in questo modo: la persona entrava nelle acque e gli veniva letta "la Legge" poi veniva "immersa" completamente nell’acqua; il battesimo stava ad indicare che quella persona era stata purificata da ogni contaminazione del paganesimo e che era entrata a far parte del popolo di Dio. Poco prima che Gesù stesso iniziasse il suo ministero, Giovanni Battista "preparò la via" annunziando il ravvedimento e battezzando in acqua. Il battesimo quindi era un rito già conosciuto prima ancora della venuta di Gesù e in qualche modo stava a rappresentare che un’opera di purificazione e di ravvedimento era iniziata nella persona che si battezzava. Il Battesimo in acqua che noi cristiani pratichiamo è stato istituito da Gesù stesso:

"Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate"   (Matteo 28:19, 20)

"Poi disse loro «Andate per tutto il mondo e predicate l’Evangelo ad ogni creatura; chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato; ma chi non ha creduto, sarà condannato"»   (Marco 16:15, 16)

In quest’ultima scrittura Gesù afferma che chi ha creduto ed è stato battezzato sarà salvato. Per essere battezzati quindi bisogna prima aver creduto in Cristo. Per credere in Cristo e quindi per riceverlo come Salvatore e Signore della propria vita bisogna necessariamente essere adulti. Di conseguenza questo ordinamento di Gesù non lo si può applicare ai neonati in quanto essi non hanno la capacità di intendere. Il battesimo si ministra quindi non ai neonati nella carne ma ai neonati in Cristo! Dopo questo chiarimento opportuno desideriamo spiegare il significato del battesimo.

Col battesimo in acqua si testimonia pubblicamente ciò che è avvenuto nella nostra vita e cioè che siamo morti al peccato e che siamo risorti con Cristo.

Il fatto che il credente venga immerso nell’acqua e che poi riemerga sta a significare appunto che è morto il vecchio uomo ed è risorto la nuova creatura in Cristo. E’ morto il peccatore con la sua natura peccaminosa ed è risorto l’uomo nuovo con lo spirito rigenerato. Quindi il battesimo in acqua è la rappresentazione pubblica di ciò che è già avvenuto nella vita del credente e testimonia il cambiamento che è avvenuto interiormente. Ci teniamo a precisare che il "rito" in se stesso non toglie il peccato e non salva. Abbiamo compreso infatti che è il credente, quindi la persona già salvata che si battezza. Chi si battezza è già prima salvato,non si salva quando si battezza. Quindi possiamo affermare che il battesimo in acqua non è assolutamente necessario per la salvezza ma che è indispensabile praticarlo per ubbidire al comandamento del Signore Gesù. I primi Apostoli e discepoli lo praticarono per come possiamo constatare dalla lettura delle seguenti scritture:

"Allora Pietro disse loro: Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo"   (Atti 2:38)

"….ed ambedue, Filippo e l’eunuco, discesero nell’acqua ed egli lo battezzò"   (Atti 8:38)

"Allora Pietro prese a dire:«Può alcuno vietare l’acqua, perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?"»   (Atti 10:47, 48)

Per quanto riguarda la forma, il battesimo cristiano proprio per il significato del termine viene praticato per "immersione". Oltre le scritture, anche diverse fonti storiche autorevoli attestano che fino al V secolo il battesimo veniva ministrato agli adulti e per immersione. In casi estremi e nell’impossibilità di immergere il credente, si può versare dell’acqua tre volte sul capo "in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" in accordo a Matteo 28:19 (tale è la formula con cui battezza la nostra comunità)
Il battesimo nello Spirito Santo
Abbiamo precedentemente trattato dello Spirito Santo, della sua missione e dell’opera che compie nel credente; ora desideriamo dare qualche chiarimento relativamente al battesimo. Per battesimo nello Spirito Santo intendiamo l’essere ripieni dello Spirito Santo, l’essere rivestiti di potenza dall’alto per come lo furono i discepoli il giorno della Pentecoste:

"E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e andarono a posarsi su ciascuno di loro. Così furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi"    (Atti 2:3, 4)

Sappiamo che dal momento in cui i discepoli furono battezzati nello Spirito Santo ricevettero potenza per essere testimoni, predicatori efficaci del Vangelo. Da quel momento lo Spirito fu dentro di loro permettendogli di servire coraggiosamente il Signore. Lo Spirito Santo è "la promessa del Padre" per come Gesù afferma nel Vangelo di Giovanni e dal giorno della Pentecoste è un dono che ogni cristiano nato di nuovo può ricevere per fede. E’ un dono promesso dal Padre che noi non meritiamo ma che possiamo richiedergli amorevolmente "stendendo la mano" della fede e ritirando il prezioso regalo che Lui ci offre.

"Se voi dunque che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il vostro Padre Celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono"   (Luca 11:13)

E’ bene comprendere che lo Spirito Santo lo si può ricevere già subito dopo aver accettato Cristo e non è necessario aspettare del tempo. In Atti 10:44 notiamo infatti che mentre Pietro evangelizzava Cornelio e i suoi parenti, lo Spirito battezzò queste persone che per la prima volta ascoltavano la buona novella:

"Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero meravigliati che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui gentili, perché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio"

Il segno iniziale che attesta che il credente è stato battezzato nello Spirito è il "parlare in lingue nuove". Queste lingue con cui si esprime il credente, e che sono a lui sconosciute, sono lingue antiche, lingue attualmente in uso o linguaggi celesti. Il fatto che lo Spirito Santo "unga" lo spirito umano facendo parlare in lingue il credente è la prova che Egli ha preso dimora in lui. Ci teniamo a precisare che quando il credente parla in lingue non è lo Spirito Santo che parla ma lo spirito umano "unto" dallo Spirito Santo per come Paolo insegna nella prima lettera ai Corinzi 14:14:

"…..se prego in altra lingua, il mio spirito ben prega, ma la mia mente rimane infruttuosa"

L’esperienza del ricevere lo Spirito Santo viene denominata "battesimo" proprio perché, quando il Signore ci battezza veniamo "immersi" nello Spirito e, proprio come ricordavamo all’inizio affermando che i tessuti venivano immersi nella tintura e ne assumevano il colore e l’essenza, così anche noi quando riceviamo il battesimo assumiamo il "colore", il carattere, e ci "impregniamo" della Sua potenza, della Sua gloria, della Sua santità. Ci teniamo a sottolineare che il battesimo non segna che l’inizio della vita cristiana e che è necessario ricercare continuamente la comunione con lo Spirito per essere "ripieni dello Spirito". E’ necessario "ravvivare" il dono che Dio ci ha fatto, far sì che il "fuoco dello Spirito" sia continuamente acceso. Se la comunione con lo Spirito non viene mantenuta e noi lo "accantoniamo" rischiamo di "spegnere" lo Spirito nel senso che Lui non può manifestarsi in noi ne per mezzo di noi.
"Non spegnete lo Spirito"    (I Tessalonicesi 5/19)