Ammaestramento n°2: L'OPERA DI SALVEZZA

Introduzione

La Sacra Bibbia tratta la grande storia d’amore fra Dio e l’uomo. Dio creò l’uomo perché desiderava avere un rapporto amorevole con una creatura libera, intelligente. Inizialmente l’atmosfera era molto familiare, l’uomo poi si allontanò tragicamente da Dio interrompendo la comunione con Lui. Il Signore amando l’uomo, attraverso l’opera di salvezza, lo riportò ad avere comunione con sé definitivamente. Questa è la sintesi dell’intera Parola di Dio. In questo ammaestramento comprenderemo quest’opera importante che il Signore ha compiuto per noi, appunto l’opera di salvezza.
Soggetto
Desideriamo entrare in argomento con un esempio molto semplice che ci dà l’idea della " salvezza ": un uomo decide liberamente di farsi un bagno al mare; le acque d’un tratto si fanno minacciose e quell’uomo rischia di annegare, di morire. Un marinaio, che si trova su una barca, vedendo il pericolo che sta correndo quell’uomo, gli getta una fune e lo salva così dalla morte. Ogni persona che nasce sulla terra si trova nel profondo mare del peccato ed è destinato alla morte eterna: si potrà salvare solamente aggrappandosi a Gesù Cristo, il Figliuolo di Dio.
  • Ma come mai ogni uomo è peccatore?

  • Perché era necessario che Dio mandasse il proprio Unigenito Figlio sulla terra a morire sulla croce per salvare l’uomo dal peccato?
Cosa accadde in realtà
Per poter rispondere a queste interessanti domande e poter capire l’opera di salvezza, è necessario leggere il libro della Genesi per intendere alcune verità fondamentali che troviamo già all’inizio della relazione fra Dio e l’uomo. Dalla lettura apprendiamo che il Signore dopo aver creato l’intero universo e la terra creò l’uomo. Dio lo creò perché aveva bisogno di un compagno, lo creò per avere comunione, dialogo con lui. Dio lo creò a propria immagine e somiglianza: naturalmente non si intende con questa espressione un’immagine fisica poiché Dio è Spirito, ma la realtà che l’uomo era un essere spirituale cioè aveva uno spirito, aveva la capacità di pensare, di ragionare, era intelligente, era eterno, era immortale.
Dio gli diede la propria natura, lo creò simile a Lui. L’altra importante facoltà che Dio diede all’uomo era la libertà di scegliere cosa fare e cosa non fare: l’uomo è bene precisare non fu creato come un robot pronto ad ubbidire automaticamente a colui che lo ha realizzato o come una macchina che ubbidisce premendo un pulsante. Dio creò l’uomo e lo creò libero!

Questa libertà di decisione che aveva l’uomo la si può comprendere chiaramente dall’unico comandamento che Dio gli diede:

" E l’Eterno Dio comandò all’uomo dicendo:mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno in cui tu ne mangerai, per certo morirai "    (Genesi 2:16, 17)


Non avrebbe senso infatti dire a una persona di non fare una determinata cosa quando la stessa non è nella capacità di farla. Se vietiamo qualcosa a una persona è ovvio che è nella facoltà di farla.
Questo comandamento che il Signore diede all’uomo, per intenderci con semplicità, fu un po’ una prova d’amore: Dio desiderava che l’uomo fosse libero di scegliere se amarlo oppure no. Fin quando l’uomo non avrebbe mangiato dell’albero della conoscenza del bene e del male e quindi fin quando l’uomo avrebbe ubbidito al comandamento di Dio, avrebbe dimostrato di volere la comunione col Signore e sarebbe rimasto eterno, immortale. Se invece avesse mangiato dell’albero della conoscenza del bene e del male disubbidendo al comandamento di Dio, avrebbe dimostrato di non voler avere comunione con Lui e avrebbe conosciuto la morte. Da quanto affermato deduciamo che Dio desiderava che l’uomo lo amasse non perché costretto ma perché nella propria piena libertà decidesse di amarlo e vivere in comunione con Lui. L’ubbidienza o la disubbidienza all’unico comandamento significava volere la comunione con Dio o non volerla.
Caduta di Adamo
Adamo nella sua libertà scelse di trasgredire il solo comandamento di Dio e quindi rinunciò alla Sua comunione. Trasgredendo, disubbidendo, il peccato entrò nel mondo e la conseguenza del peccato fu la morte. Se disubbidirai, aveva detto il Signore ad Adamo, “ per certo morrai ”. Ciò dimostra come per Dio il peccato è qualcosa di talmente orribile e grave che ci si merita la morte. C’è una grande verità a questo proposito: l’uomo fin quando viveva nella comunione con Dio era vivo spiritualmente e fisicamente; decidendo di non voler stare con Dio, giustamente si merita la morte spirituale, fisica, eterna.

" Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte,e così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato… "    (Romani 5:12)

Con la disubbidienza di Adamo quindi il peccato entrò nel mondo in tutte le sue espressioni: morte, violenza, malattia, vendetta, odio, avidità, egoismo etc. e tutti gli uomini divennero peccatori per eredità. Ci si potrà chiedere: ma io perché devo subire le conseguenze del peccato d’Adamo? Io che colpa ne ho se lui ha disubbidito? A tal proposito è necessario considerare Adamo un pò come il capo dell’umanità o come ad esempio un capo di Stato che quando prende una decisione questa è considerata come presa dal popolo intero. Quando Adamo disubbidì e cadde, le generazioni future caddero con lui. Siamo quindi peccatori per eredità e nessuno può sfuggire a ciò.

"Che dunque?Abbiamo noi qualche superiorità? Niente affatto!Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che tanto i Giudei che Greci sono tutti sotto peccato, come sta scritto:” non c’è alcun giusto, neppure uno "     (Romani 3:9, 10)

"…….Poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio…. "     (Romani 3:23)
Cosa avvenne dopo che il peccato entrò nell'umanità?
Estendendosi il peccato a tutti gli uomini, un grande muro si creò fra l’Iddio santo e giusto, e il peccatore. Dio nella sua immensa santità non poteva avere comunione con l’uomo peccatore. L’uomo essendo morto spiritualmente nei suoi falli e nei suoi peccati non poteva far nulla per risolvere la sua triste condizione che lo separava da Dio.

Ed è il Signore a prendere l’iniziativa!

Lui infatti amava l’uomo, lo aveva creato per stargli assieme, comunicare con lui e per questo decide di “ salvarlo”, di trarlo fuori dal peccato e dalla conseguente morte spirituale ed eterna. L’uomo una volta salvato, liberato dal peccato avrebbe potuto riavere comunione con Dio, essere vivo spiritualmente e per l’eternità vivere con Lui.
Ma come doveva venire quest'opera di salvezza?
Anzitutto la giustizia di Dio pretendeva che il peccato venisse " pagato " : per la giustizia di Dio chi trasgredisce la sua legge deve pagare, chi pecca deve pagare per il proprio peccato. Come si " paga " il peccato? Con la morte……..!

" Il salario del peccato è la morte "    (Romani 6:23)

Ciò significa che la " ricompensa " per il peccato è la morte. Per il peccato si deve morire. Dio non poteva salvare l’uomo automaticamente condonando il peccato, chiudendo un occhio come noi usiamo dire, proprio perché è un Dio giusto. Quindi un uomo doveva pagare il peccato dell’intera umanità. Per la sua santità era necessario che l’uomo venisse purificato, nettato, lavato dal proprio peccato per poter avere comunione con Lui. Quanto finora affermato lo si può apprendere leggendo l’Antico Testamento e precisamente nella relazione che Dio instaura con il popolo d’Israele.
Dio diede al popolo d’ Israele la Sua legge dimostrandogli che è un Dio giusto (dove c’è legge c’è giustizia) e insegnando loro quando avveniva la trasgressione della Legge, come pagare per il peccato commesso e come purificarsi da esso. Nel Vecchio Patto per i peccati delle singole persone o per i peccati dell’intero popolo non pagavano questi personalmente ma al loro posto veniva sacrificato, moriva generalmente un agnello o un montone perfetto, senza difetti come leggiamo in Levitico 4:27-35.
Il peccatore doveva poggiare la sua mano sulla testa dell’agnello: con questo gesto l’uomo si identificava con l’agnello e simbolicamente il peccato passava all’agnello che per questo motivo, divenendo cioè peccato, doveva giustamente morire, ed infatti veniva sgozzato davanti all’eterno. Il sangue doveva poi essere versato sull’altare. Una volta versato il sangue, il peccato era stato espiato, pagato, coperto. Il sangue sull’altare testimoniava che l’agnello era morto, era stato sacrificato per il peccato dell’uomo. L’uomo non aveva più il peccato e quindi era stato purificato da esso.

" E secondo la legge, quasi tutte le cose sono purificate col sangue; e senza spargimento di sangue non c’è perdono dei peccati "   (Ebrei 9:22)

Una volta che la persona o il sacerdote veniva purificato dopo il sacrificio dell’agnello e lo spargimento del sangue, poteva stare davanti la presenza di Dio e continuare a vivere. Questo è ciò che avveniva nell’Antico Testamento. Tutti quei sacrifici, come detto, servivano solo a far intendere in che modo il peccato dovesse essere espiato e chi dovesse espiarlo. Come afferma Paolo servivano solo a rappresentare l’unico sacrificio che avrebbe compiuto Gesù, " l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo " come viene definito nel Vangelo di Giovanni 1:29.
Chi infatti avrebbe potuto pagare per i peccati dell'umanità e purificare l'uomo dal peccato?
Chi poteva essere quell’uomo che avrebbe potuto pagare con la sua morte il prezzo per riscattare l’umanità imprigionata dal peccato? Nessun uomo certamente, visto che tutti gli uomini erano divenuti peccatori. L’opera di salvezza il Signore la può compiere mandando sulla terra il proprio Unigenito Figlio. Al posto dell’uomo peccatore muore Gesù Cristo, l’Agnello di Dio che paga con la sua morte l’intero peccato dell’umanità.

" Ma Egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità… e l’Eterno ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti… Ma piacque all’Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire; dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato… Egli ha portato il peccato di molti e ha interceduto per i trasgressori. "    (Isaia capitolo 53)

" …Gesù Cristo, che ha dato se stesso per i nostri peccati "    (Galati 1:3, 4)

" Egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce "    (I Pietro 2:24)

" Ed ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perché egli salverà il suo popolo
dai loro peccati "
    (Matteo 1:21)

"…Cristo Gesù uomo, il quale ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti… "    (I Timoteo 2:6)

Gesù Cristo, l’Agnello di Dio senza difetto,puro, perfetto,innocente, paga con la morte le colpe, i peccati dell’umanità. Alla croce tutti i peccati dell’intero genere umano sono su di Lui.

" Poiché Egli ha fatto essere peccato per noi, colui che non ha conosciuto peccato "   (II Corinzi 5:21)

Una volta che i peccati dell’umanità passano su di Lui, che diviene il simbolo in quel momento del peccato, deve per la giustizia di Dio morire. Morendo l’Agnello di Dio, versa il suo sangue alla croce, come nell’Antico Testamento il sacerdote versava il sangue dell’agnello sull’altare. E’ nello spargimento di quel sangue, che i molti che liberamente avranno creduto in Gesù e nella sua opera di salvezza, hanno la remissione di tutti i loro peccati commessi e il perdono per quelli che commetteranno.

E’ nello spargimento di quel sangue che i peccati dei molti che avranno creduto sono tolti, cancellati, espiati, praticamente come se non fossero mai stati commessi. Nello spargimento del sangue del Figlio di Dio chi crederà sarà purificato, lavato, nettato dai peccati.

" …perché questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto, che è sparso per molti per il perdono
dei peccati "
   (Matteo 26:28)

" …Egli ci ha grandemente favoriti nell’amato Suo Figlio, in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia… "   (Efesini 1:6, 7)

" ….Ma ora in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo "    (Efesini 2:13)

" …sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto
e senza macchia "
   (I Pietro 1:18, 19)

" … e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato "   (I Giovanni 1:7)

" A lui che ci ha amati, e ci ha lavati dai nostri peccati nel suo sangue…. "   (Apocalisse 1:5)

Finalmente ora dopo l’opera di salvezza compiuta dal Signore può esserci nuovamente comunione fra l’Iddio santo e giusto e l’uomo-credente purificato, santificato. Attraverso il sangue di Cristo abbiamo accesso nel luogo santissimo dove Dio dimora! Il grande desiderio del Signore d’avere relazione, amicizia con l’uomo,
nel sacrificio di Gesù è realizzato eternamente.
Il sacrificio di Gesù ci ha riconciliati con Dio.

Ciò che il Signore ha fatto per noi è straordinario!!

Tutti eravamo prigionieri del peccato e quindi destinati eternamente alla morte spirituale, alla dannazione, alla sofferenza eterna eravamo incatenati dall’odio, dalla malvagità, dalla natura di peccato che voleva distruggerci, ma Gesù ha pagato il prezzo ed ha riscattato, liberato col suo sacrificio noi che abbiamo creduto in Lui! Non siamo più peccatori, siamo salvati. C’è salvezza in Cristo Gesù, c’è un rimedio al peccato, c’è un rimedio per scampare la perdizione eterna!!

QUESTA E' LA BUONA NOVELLA